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Se sono a questo mondo lo devo ad una fotografia…

Sono Barbara Vigolo, videomaker e fotografa paesaggista. Fin dall’infanzia ciò che più mi incuriosisce è scoprire il mondo che mi circonda. Mi affascina la relazione che si crea tra l’ambiente e le persone che lo popolano. Questo mi spinge a viaggiare alla ricerca di nuovi orizzonti e culture, mi piace osservare come ciascuno di noi vede ed interpreta il mondo. Per comprendere meglio le sfumature del pensiero, ho deciso di approfondire la conoscenza delle lingue straniere: sono bilingue dalla nascita (italo-serba), e possiamo parlare in inglese, francese, serbo/croato, sloveno e russo (ma ne sto studiando altre). Sono regolarmente abilitata come direttore tecnico di agenzia di viaggi in Friuli-Venezia Giulia.

Ho deciso di coniugare la passione per gli idiomi con l’amore per il video, la fotografia, la scrittura, i viaggi e lo storytelling, dando vita ad un blog nel quale raccolgo i racconti delle (dis)avventure.

Amo l’arte in ogni sua forma. Quand’ero molto giovane ho iniziato a scoprire il mondo attraverso il disegno, specialmente i quadri a carboncino ed i ritratti, ma anche la pittura ad olio o gli acquarelli. In tarda adolescenza ho studiato per 5 anni canto lirico da privatista ed al Conservatorio, diventando contralto drammatico. Per 3 anni ho cantato in una symphonic metal band (Silent Opera) fino ad un progetto solista (Victoria). Amo comporre musica. In quello stesso periodo ho imparato a cucire (entrambe le mie nonne erano sarte) ho così confezionato costumi di scena, vestiti in stile vittoriano o da serata di gala. Ho trascorso 17 anni a lavorare come collaboratrice di studio di medicina generale, infine ho rivolto il mio sguardo alla biologia applicata alle scienze della nutrizione, lavorando come tecnico preposto all’esecuzione e monitoraggio di esami antropometrici. Da quattro anni a questa parte ho dedicato tutta me stessa allo studio approfondito della fotografia e del videomaking, indirizzata soprattutto al mondo dei viaggi. Prediligo avventure fotografiche verso destinazioni di interesse naturalistico, specialmente fredde e desertiche, con l’intento di scoprire profondamente noi stessi in contatto con Madre Natura. Vivere esperienze inaspettate è qualcosa di prezioso in un mondo iper-organizzato dove ogni passo è programmato, senza spazio per la sorpresa.

Se sono a questo mondo lo devo ad una fotografia:

Luglio 1954. Lei era a bordo del treno in fermata, in mezzo ad altri guardava dal finestrino le persone avvicendarsi prima di ripartire per Trieste. Lui in piedi sulla banchina, in attesa che arrivasse il suo convoglio per Este. All’improvviso lui l’aveva vista, non c’era il tempo di pensare. Sollevando velocemente la macchina fotografica, scattò un’immagine al volo e correndo dietro al treno in partenza, le urlò: “Se vuoi che te la mandi, dammi il tuo indirizzo!” Erano i miei nonni (mia nonna è la prima a destra).

Per scoprire di più:
Dialoghi Boreali:
https://www.safariboreali.com/dialoghi/dialoghi-boreali-barbara-vigolo
https://www.safariboreali.com/dialoghi/barba-vigolo-dialoghi